
(The Human Beinz - Nobody But Me, 1967, Capitol)
un attimo...
ahhh...
...
...
cosa non riesce a fare la "Carlevara"...
è pronto in taaavolaaaa...
(The Sonics - Strychnine, from Here Are The Sonics, 1965, Etiquette)
sempre&comunque Nuggets!

Il vermiciattolo dal cuore limpido e dalla facile malinconia, lavora nel sottosuolo. Fin qui nulla di nuovo. Il fatto curioso e apprezzabile è che personifica il valore del lavoro prezioso ma invisibile.
Lo vediamo poco fiducioso in se stesso e incline alla depressione. Non si può ignorare la sua sofferenza. Eppure, strano a dirsi, nessuno trova il modo per rincuorare il suo senso di inutilità. Non sa volare, non sa nuotare, non può correre. Sembra tutto andare per il verso sbagliato, quando ecco la risposta alla domanda del povero lombrico: a volte anche ciò che non è evidente, è prezioso. Il contadino che lo vede vicino casa, lo risparmia, per via della sua utilità agricola. Dal possibile suicidio, il nostro Max passa all'esaltazione. Ha trovato il suo posto in natura.
Questa sì che è una storia commovente.
Ma nessuno se la ricorda. Tantomeno lui. Qual è la serie televisiva in questione?
Montepremi da stabilirsi

Nononstante di professione faccia l'esattore del fisco. Una sanguisuga. E per attitudine l'eroe in una commedia. Il suo nome è Harold Crick. E il titolo originale del film è Stranger Than Fiction.
Un gesto comune, ma non frequente. Un gesto fatto in modo impulsivo, non ragionato. Spinto da una breve ma intensa scia emozionale, legata a una piccola porzione di tempo della giornata alla fine della quale forse non rimane neanche più il ricordo. Si ok guardando la foto una persona potrebbe pensare alla "testa che si gira", tipico movimento maschile di riflesso di fronte a una bella donna, ma non solo. Una, due, tre volte, e forse anche di più e poi quando si pensa di esserne soddisfatti si spegne tutto, o forse no, non completamente, visto che ci si ritrova a intonarla, sussurrarla e a cantarla più volte. Vabbè, riflettevo a quando ascolto un brano e dopo lo riascolto e poi lo riascolto ancora e così via, pigiando il tastino del lettore "<<" più volte fino a soddisfarne completamente l'udito e l'umore. Capita anche a voi?
Ah, buon 2008 a tutti!
(pEIS)

Ho scoperto che la musica soul serve in inverno. Scalda il cuore, gli animi. Anche la domenica sera. Ti avvolge con il suo calore meglio di un punch o di una cioccolata calda. Se poi alzi il volume può scoppiare improvvisamente un compleanno e anche in pochi si fa festa. Chi è di fronte a me si alza dalla sedia, si versano dei bicchieri di vino rosso, si svuotano le coppe e si riempiono le pance. Qualcuno cade per terra e c'è chi ride, qualcuno balla, qualcuno voleva tornare a casa e invece è rimasto a lungo, qualcun altro grazie alla musica si gusta la sua piccola soddisfazione pensando che quello che gli sta capitando davanti agli occhi è proprio bello.
Al funerale del nonno:
- Vi prego, per favore, non mettetevi a litigare di fronte al nonno, va bene? Lui non era ateo, non era repubblicano e non era nemmeno democratico.
- Beh, sarà stato pur qualcosa, no?
- Era un feticista del piede.
(Everyone says i love you, Woody Allen, 1996)
CHOOSE LIFE. CHOOSE A JOB. CHOOSE A CAREER. CHOOSE A FAMILY. CHOOSE A FUCKING BIG TELEVISION. CHOOSE WASHING MACHINES, CARS, COMPACT DISC PLAYERS AND ELECTRICAL TIN OPENERS...CHOOSE DIY AND WONDERING WHO THE FUCK YOU ARE ON A SUNDAY MORNING. CHOOSE SITTING ON THAT COUCH WATCHING MIND-NUMBING, SPIRIT CRUSHING GAME SHOWS, STUFFING JUNK FOOD INTO YOUR MOUTH. CHOOSE ROTTING AWAY AT THE END OF IT ALL, PISHING YOUR LAST IN A MISERABLE HOME, NOTHING MORE THAN AN EMBARRASSMENT TO THE SELFISH, FUCKED UP BRATS YOU SPAWNED TO REPLACE YOURSELF. CHOOSE YOUR FUTURE. CHOOSE LIFE...BUT WHY WOULD I WANT TO DO A THING LIKE THAT?
(Trainspotting, a novel by Irvine Welsh, 1993)